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Domenica 13 Dicembre 2009 15:57
Capoluogo di regione, con circa 100.000 abitanti, la città di Catanzaro sorge in cima ad un rilievo roccioso, e si
compone come Vibo Valentia di due parti, una antica con strade molto piccole e strette e una più moderna, costituita
da palazzi di recente costruzione.
Secondo un'antica leggenda Ulisse fondò nei pressi di quella che oggi è la Marina di Catanzaro, l'antica Skilletion, che serviva per il controllo dell'istmo di Catanzaro, il più stretto di tutta l'Italia. Si data comunque la nascita della città attorno al X secolo ad opera dei Bizantini. Il nome poi potrebbe derivare sia da due esponenti della milizia greca, Cataro e Zaro, sia, e questa è la tesi più diffusa, dal luogo di fondazione vicino la fiumarella Zaro; in questo contesto la denominazione Catanzaro potrebbe significare appunto kAtà (oltre) lo Zaro.
La città raggiunse il suo massimo splendore sotto la dominazione dei Normanni anche se la sua crescita economica e
sociale per molti aspetti fu legata alla dominazione Aragonese.
Tra i monumenti di maggiore interesse vanno sicuramente annoverati il Duomo, i resti del Castello Normanno e la Fontana del Cavatore. Il primo, costruito originariamente in stile gotico con un impianto a cinque navate ha subito i danneggiamenti di un terremoto nel 1638 e di un incendio nel 1660. Successivamente è stato ristrutturato ma, dopo i bombardamenti di cui è stata vittima la città nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ad oggi presenta una pianta a croce latina, con tre navate, un'altare maggiore variamente decorato e un soffitto a cassettoni. Il Castello Normanno invece fu costruito nel 1060 su iniziativa di Roberto il Guiscardo, sesto figlio di Tancredi, a scopo difensivo contro le incursioni saracene. Circondato da un fossato ed eretto su una collina artificiale, esso comunque subì una serie di rifacimenti con Federico II, il quale in particolar modo fece aggiungere le due torri ottagonali, di impianto tipicamente svevo.
In piazza G.Matteotti poi è possibile ammirare il poderoso Monumento ai Caduti della Grande Guerra del 1915-1918, il quale si compone di un gruppo scultoreo in bronzo elaborato da Michele Guerrisi. Anche quest'opera comunque, inaugurata nel 1933, subì le conseguenze legate ai bombardamenti della guerra. Da notare poi è anche la Fontana del Cavatore di Giuseppe Rito, la quale può essere considerata una sorta di celebrazione del lavoro dell'uomo.