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Soveria-Simeri-Crichi, MoMe sarà il Festival della memoria declinata al futuro


Non ha alcun senso il termine futuro, se non lo decliniamo, idealmente, al passato. Rischia di restare formula vuota, priva di morale e di anima: una mera sequenza di avvenimenti che la mente umana può prevedere, certo, ma non controllare. E, non per questo, un dio o chi per lui, ha dotato l'uomo di intelligenza superiore. O, quantomeno, così si dice. Eppure... nonostante il natural talento umano, son tempi di memoria volatile, di vuoti esistenziali. Di prospettive smarrite, andanti senza alcuna via. Nemmeno l'amore par più capace di permettere, ai giovani, di coniugare i verbi al futuro. Troppo invischiati, loro, nel saziare il presente. Mai come oggi è stata così forte l'esigenza di avvicinare il futuro al passato, dar del domani una lettura orientata dalla consapevolezza di ciò che è stato, e di ciò che sarà. O non dovrà essere. Momenti di memoria, per riappropriarsi di un'identità, che non è una bandiera. Non è un confine. È una storia, la nostra storia. L'unica soluzione al dilemma di chi si domanda del futuro, è mostrargli ciò che è stato nel suo passato.

MoMe sta, appunto, per Momenti di Memoria: affondare uno sguardo, affondare dei passi, affondare un pensiero. Un pensiero identitario. Ma anche comunitario, e non è un ossimoro: perché consapevoli di ciò che siamo, diversi ognuno di noi, possiamo esser comunità solo se condividiamo il tragitto, da lontano per andare lontano. Emi Bianchi e Giorgia Boccuzzi, direttrici del Festival, donne che, a seguirle da lontano, paiono così brillanti, un pozzo di idee e di sogni, spiegano le ragioni della seconda edizione del MoMe, che si svolgerà a cavallo dei piccoli borghi di Soveria Simeri, Crichi e Simeri: "Questa seconda edizione del Mome Festival vuole focalizzarsi sul concetto di memoria dilatata, che percorre e attraversa gli spazi e il tempo, come un cadenzare costante, una candalìa, una andatura ritmica per non dimenticare e per re-inventare se stessi partendo da ciò che più essenzialmente ci identifica, riappropriarci di radici autentiche per ridisegnare un futuro desiderabile. [...] Non potevano mancare i cantieri di formazione, la linfa del progetto, poiché formazione equivale a fornire gli attrezzi per cittadini responsabili, consapevoli e critici." Il Festival, come un ponte tra i borghi nella valle dell'antica Trischene, terra d'approdo antico, per le sorelle di Priamo, in una regione che conobbe l'accoglienza fin dai tempi dei Feaci e di Ulisse, unirà le piccole comunità, che per la leggenda furono divise solo da un terremoto. A cavallo dei mesi di maggio e giugno, tanti gli eventi che permetteranno di percorrere le orme dei padri, per coglierne la direzione.

Affondare lo sguardo, "A giugno apriamo un cantiere nuovo, dedicato completamente ai bambini, che attraverso il linguaggio non verbale scopriranno i racconti della piazza, della loro piazza, il cantiere che si svolgerà a Simeri Crichi, è curato da Maria Grazia Bisurgi e Francesco Votano dell’associazione Conimieiocchi, associazione che vanta un solido curriculum di formazione professionale e artistica di rilievo internazionale, e il cantiere di teatro memoria, a cura di Saverio Tavano, che si svolgerà invece a Soveria rivolto a tutti e soprattutto agli ospiti di Salus Mentis che seguono dall’anno scorso tutte le attività del MoMe, sostenuti da Luciano Gagliardi de Ilorazepam, che stanno fra l’altro sviluppando un serio progetto di rieducazione socio-psichica attraverso l’arte. A fine giugno un weekend bizzarro tra teatro, street art a cura di Paola Loprete che realizzerà un murales a Simeri mare dove si potrà anche restare col fiato sospeso grazie allo spettacolo di tessuti aerei air tango di Elena Garufi".

Affondare le menti. Nella musica popolare, con cantieri di formazione per musicisti ed aspiranti, a cura di Danilo Gatto, "musicista che da oltre 30 anni si interessa di musica popolare, ambito nel quale si è specializzato sia come musicista che come ricercatore, perfezionando sul campo la conoscenza degli strumenti, del canto, e delle modalità proprie della musica tradizionale calabrese".

Affondare il passo. Il MoMe saprà regalare momenti quali "attività di trekking urbano a cura di route 106 su Soveria e quello archeologico su Simeri, e prima di ogni evento gli aperitivi a km0 grazie ai quali potremo degustare e conoscere i produttori e i prodotti tipici del territorio, olio, pane, olive, mozzarelle di bufala salumi e formaggi, cereali,e cibi coltivati su queste terre".

Affondare la penna. Come grimaldello per scardinare il portone che cela il futuro alle nuove generazioni: "il cantiere di scrittura a cura di Lorenzo Chirico, archeologo, che da anni conduce ricerche sul territorio , fondatore di APS Asperitas, ci introdurrà in una ricerca di recupero della oralità, di quelle storie che si tramandano, come delle fiabe raccontate la sera al fuoco, 4 storie, 4 racconti che saranno raccontate e ascoltate dai bambini della scuola elementare del complesso Bruno Citriniti, e che diventeranno successivamente un libro". E poi, il "il gran finale nella cornice suggestiva e straordinaria della collegiata di Simeri, che grazie all’accoglienza di don Francesco Cristofaro e don Alessandro Nicastro ospiterà la parte conclusiva del festival, presentazione del testo dei racconti di Simeri, e del calendario dedicato ai martiri della mafia, per non dimenticare, e il concerto di Fabio Macagnino il 28 luglio”.

Un'iniziativa lodevole, per cui va un ringraziamento ex ante alle direttrici, agli artisti, ognuno voce dell'animo umano più intimo e delle sfaccettature, quanto alle istituzioni di Soveria Simeri e Simeri Crichi, per la volontà caparbia di riappropriarsi del proprio passato, trasformandolo in percorso per il nostro futuro.

"In ogni orma, racchiusi i sentieri dei tuoi avi.
Per ogni strada, tracce sparse di costoro.
Ogni sogno tuo infranto, non è mai il solo.
Muoviti, non lontano dalla sabbia smossa dal passo antico. Preservane lo sforzo già compiuto, per affondarlo forte. Perché restasse.
Sii geloso del cammino tuo. E di quello di chi ha già percorso un tratto di strada. Per te.
Sentiti impegnato, nel ricordare. Quanto libero, di andare.
"


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