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Le avventure di Capitan Giangurgolo a Cosenza

Ieri Cosenza ha risposto all’arrivo di Salvini in qualità e quantità. Eravamo 3000 si dice, e loro solo 600, blindati in un teatro inaccessibile da ogni lato della città. La qualità si è manifestata nelle forme più disparate, quelle più temute dal capitano (o capitone?!). Pacifico, variegato ed eterogeneo era il corteo nella sua composizione umana: anziani, bambini, studenti, lavoratori che hanno preso permesso o arrivati poco dopo, donne e uomini di ogni colore, immigrati (tanti), attivisti, ultras, gente normale. il popolo insomma. E poi la sicurezza, non quella di Salvini, dei porti chiusi e delle forze dell’ordine. Quella bella sensazione di protezione che ci siamo dati l’un laltro, che si avverte in famiglia, in casa o quando hai a che fare con persone per bene, che non odiano. Matteo, noi ieri, tutti diversi, ci sentivamo al sicuro perché eravamo a casa (nostra, loro, di chiunque!).Tu invece ti sei chiuso a chiave in una stanza. Per noi la sicurezza è convivenza, per te solo paura. Questo è ciò che ci distingue

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