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Piccola libera libreria gratuita

C’è uno spazio, un po’ più in là di casa mia, dove non smettiamo di sognare che in questa terra si possa parlar anche di cultura. Non è un circolo di partito, i quali pure questa frase usan bene ad ogni occasione per impressionare. E non è nemmeno una biblioteca, di quelle polverose, dove la cultura si ammassa e quasi mai prende vita, abbandonata su scaffali che i giovani, spesso, neppure sanno di esistere.

È uno spazio minimo ed essenziale, che in due ripiani lancia una sfida: nel luogo della condivisione per eccellenza, di parole dinanzi ad un buon aperitivo, c’è ancora qualche credente che spera che si possano condividere anche dei libri. Un po’ a riscoprire il senso delle parole di Umberto Eco, di più vite che si è capaci di vivere solo leggendole, il mio amico Totò offre un po’ del suo rifugio anche all’idea di regalare, agli amici che vanno a trovarlo, la possibilità di attingere all’inesauribile fonte di esperienza che solo la letteratura promana.

In un’epoca di parole sparse sui social network, non leggiamo quasi più. E, forse anche per questo, pur immersi fra la gente siamo così soli, con la sola nostra vita come esempio. L’intenzione – un po’ romantica, certo – di liberare un libro dalla gabbia di una tristissima mensola, affidandolo al destino, a nuova vita fra le mani di un altro lettore, mi dà l’idea di un vecchio saggio che, senza interesse alcuno, regala pillole di virtù a chi ha la fortuna di incontrarlo. La forza delle emozioni, capaci di trasmettersi dall’uno all’altro senza neppur guardarsi negli occhi. Senza pagare, pur di sentirsi meno soli.

Quei ripiani, sono allora l’immagine di un’economia della condivisione che, se non frutta subito danari, certamente risveglia i legami: siamo una grande comunità di gente che calca la stessa sabbia ma non parla, cerca rifugio dinanzi allo stesso mare e, fra mille corpi umani, le uniche parole che riesce ad ascoltare restano quelle rassicuranti delle onde e del loro fruscio.

Forse, avere un’idea e scambiarla con un libro è quindi più facile. E scambiarla con chi neppure si conosce, allora, è ancor più nobile. Prendere un libro dalla piccola e libera libreria gratuita del Drop sarà come raccogliere un consiglio disinteressato. E depositare un libro in essa, sarà un regalo a chissà quale uomo o donna che non aspettava altro che sentir pronunciare quelle parole.

E tutto ciò, vi assicuro, è molto più social e gratificante di un like sui social network.

Grazie al Drop Cafè di Sellia Marina, ad Antonio e Serena per l’iniziativa, l’idea e quel piccolo grande spazio dedicati ai romantici e non solo di questo millennio.

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