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#PilloleDiDome. Cronache dalla quarantena

PARTE 1 (Anno del Signore 2020, Giorno 24, Mese 3)

Visto che Boris Johnson ci ha, finalmente, messo ai domiciliari. Suggerirò, di tanto in tanto, un articolo per farvi passare una mezz’oretta pesante pesante, proprio come piace a me.

Infatti, visto che siamo bloccati in casa, sarebbe cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza – prima di esprimere opinioni e condividere pensieri altrui – leggere e, per quanto possibile, cercare di capire.

L’articolo di oggi tocca almeno due tematiche importanti.

1) Cittadinanza/Valori/Idee. I confini esistono, come esistono le differenze culturali e valoriali. Non mi hanno mai convinto troppo le ‘boiate’ postmoderne del ‘siamo cittadini del mondo’. Io sono soveritano, poi catanzarese, poi calabrese, poi europeo, poi italiano (certamente questa gerarchia è estremamente personale, ma, solitamente, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia). Attenzione io parlo di popoli e non di Stati, che sono due concetti molto diversi.

Tuttavia, diverse ricerche – nell’articolo è citata la ricerca di Alberto Alesina di Harvard University che, non sarà la prestigiosa Università della vita, però cercheremo di accontentarci – dimostrano che su un gruppo di tematiche fondamentali (visioni sulla libertà di pensiero e sulle libertà religiose ed economiche, sul ruolo dello Stato rispetto al mercato, visioni sull’uguaglianza tra i generi, sulla libertà nei costumi sessuali, su divorzio, aborto, omosessualità, visioni sull’uso degli eserciti, sulle politiche di redistribuzione del reddito, sui comportamenti dei genitori nei confronti dei figli) ‘due italiani scelti a caso si assomigliano (in media) tanto quanto un italiano e un tedesco scelti a caso’.

Questo risultato è chiaro a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di passare del tempo in almeno due città europee ed avere delle relazioni con persone di popoli europei diversi. Naturalmente il termine europeo non deve essere interpretato come sinonimo di parte dell’Unione Europea. Si può essere membri dell’Unione senza essere europei e il Regno Unito ne è, a mio parere, l’esempio più lampante.

2) Il Covid-19/MES/BCE. Le parole sciagurate della Lagarde (insieme agli aerei provenienti da Cina, Russia e Cuba – vi inviterei, come esperimento sociale, ad andare per le strade di Beijing a gridare che Xi Jinping è un ‘coglione’, come fate giornalmente con Conte) hanno, giustamente, causato un’ondata di sdegno.

Adesso, partendo dai fondamentali, gli Stati si governano essenzialmente con due politiche: la politica monetaria, che è nelle mani della BCE, e quella fiscale, di competenza degli Stati membri, pur nei limiti del Patto di stabilità. Tale sistema, creato a Maastricht, è estremamente imperfetto, ma è il ‘più’ perfetto’ che all’epoca ci potevano permettere.

È imperfetto perché si basa su una visione neoliberista dello Stato. In sostanza, se imponi dei limiti stringenti al rapporto deficit/PIL e al debito pubblico significa che, come idea di base, vuoi che lo Stato spenda il meno possibile e, quindi, intervenga il meno possibile nell’economia. Ai ragazzi di Maastricht lo Stato sociale piaceva proprio poco.

La recente crisi sta palesemente dimostrando, se ancora c’erano dei dubbi, che avevano torto.

Togliendo dall’equazione la politica fiscale, visto che il Patto di stabilità è stato, per il momento, sospeso, rimane la BCE e il MES.

Adesso da non-esperto in politiche monetarie faccio solo un paio di appunti.

Il sistema MES non mi piace. Non mi piace perché, di base, quello che fa il MES lo dovrebbe fare la BCE, passando per una riforma dei Trattati. Non mi piace perché, la condizionalità degli interventi significa riforme lacrime e sangue come in Grecia. Io, spesso, ripeto ‘non si chieda a un Greco di essere europeista’.

Detto ciò, l’altro problema è capire cosa la BCE può fare. La BCE è prestatore di ultima istanza? Si e no. Sì e no, in primo luogo, perché non vi è accordo su cosa sia, e cosa faccia, un prestatore di ultima istanza.

La BCE lo è nel senso che è prestatore di ultima istanza per il sistema bancario e, per alcuni aspetti, anche per gli Stati, usando diversi meccanismi (OMTs, SMP, etc.). Certamente lo è in maniera molto più cauta della Federal Reserve, per esempio. Ricordiamo però che la Federal Reserve ‘commercia’ in titoli federali e non quelli degli Stati membri.

Di conseguenza, bisognerebbe evitare di fare come lo stolto che, quando gli si mostra la luna, guarda invece il dito. Il problema, a mio modesto parere, è la mancanza di titoli di debito europeo (eurobonds o coronabonds) che è alla base della ridicola situazione per cui, a fronte di una politica monetaria comune, noi paghiamo tre volte in più della Germania per finanziare il nostro debito, pur a fronte di una politica monetaria comune. È come se due amici volessero aprire una pizzeria – nella stessa città/mercato, pagando le stesse tasse, seguendo le stesse regole – e hanno bisogno di un prestito. Quando vanno in banca gli interessi che devono pagare sul prestito sono del 10% per il primo e del 30% per il secondo. Chiaramente il primo amico ha un vantaggio competitivo sul secondo.

Non lo è se si ha un’idea della banca centrale come una stampante di moneta (quello lo fa la banca centrale del Venezuela, per esempio).

Forza ❤

PARTE 2 (Anno del Signore 2020, Giorno 29, Mese 3)

Il Professor Conte sta affrontando la crisi peggiore che una democrazia occidentale ricordi dalla fine della Seconda guerra mondiale. D’alto canto ‘la storia non avverte quando arriva’.

Senza dubbio alcuno, di errori ne sono stati fatti e, certamente, alcune decisioni avrebbero dovuto essere prese prima. Solo chi non fa, non sbaglia.

Lui – come tutti gli amministratori che si stanno trovando ad affrontare questa bolgia dantesca (vedi il caso Lombardia che, a mio parere, a fine pandemia richiederà un’analisi approfondita per capire dove il sistema ha fallato) – non è protetto, come il Papa, dal dogma dell’infallibilità. Tuttavia, ne apprezzo lo stile sobrio e il decisionismo politico che in queste ultime settimane sta dimostrando. La recente riunione del Consiglio EU ne è forse l’esempio più lampante: il servilismo dimostrato in passato ai diktat tedeschi è tutto meno che europeista.

Inoltre, ricordiamoci che al posto suo avremmo potuto avere un tandem composto da un tipo, fermamente convinto che il Giappone confini con la Cina, e un altro soggetto per cui Pinochet è un famoso dittatore venezuelano.

In tutta sincerità non so se il piano approntato dal governo sia sufficiente in termini economici. Però, vi allego uno screen shot della mail ricevuta dal mio commercialista. Visto che, secondo la vulgata da social e anche secondo Giorgia Meloni mi pare, il governo inglese e quello tedesco stiano facendo bonifici a tutti i cittadini; mi chiedo se debba licenziare il vecchio signore inglese che mi tiene i conti.

Come potete vedere io, da libero professionista, potrò richiedere i primi indennizzi a giugno (che è tra due mesi, giusto per quelli che con i numeri stanno avendo, negli ultimi giorni, serie difficoltà) e, sempre che ne abbia il diritto, riceverli a Settembre o, molto più probabilmente, come deduzione sull’importo imponibile a Gennaio 2021. Chi fazzu ci sparu a ru commercialista?

Di una cosa però sono abbastanza sicuro. Nessun politico inglese o tedesco – di fronte una situazione sociale in ebollizione – avrebbe twittato una roba come, “400 milioni diviso 60 milioni di abitanti = 7 euro a testa!”, senza essere additato come #sciacallo.

PARTE 3 (Anno del Signore 2020, Giorno 4, Mese 4)

Finita #LaCasaDePapel, ho pensato che fosse un’idea brillante suggerirvi il bel pezzo di Marco Dani e Agustín José Menéndez.

Sembra che #francesi e #tedeschi abbiano trovato un accordo di massima sull’utilizzo di una versione edulcorata del MES. Ciò non è per nulla auspicabile per il nostro Paese in quanto, prima di tutto “i trattati UE non permettono il ricorso al MES senza condizioni”. Anche qualora “fossero concessi prestiti a condizionalità soft, nulla esclude un inasprimento delle condizioni in un momento successivo”. Le conseguenze del ricorso a tale strumento sarebbero GENERAZIONALI.

In secondo luogo, “prendere in prestito denaro dall’ESM porta a rinunciare ad un’eventuale ripresa della piena sovranità monetaria, perdendo così l’unica carta che rimane nelle mani dei paesi alla periferia dell’Eurozona”. Come evidenziato infatti da più parti – quale giorno fa Wolfgang Münchau si esprimeva in tali termini sul #FinancialTimes – per forzare la mano alla Germania e ai suoi satelliti nell’accettare gli #eurobonds bisogna essere pronti a minacciare, la poco auspicabile, uscita dall’Eurozona e avere una road map per, eventualmente, realizzarla. Bisogna evitare l’errore fatto da #Tsipras: l’uscita dall’euro non bisogna solo minacciarla, bisogna essere pronti a farla. In maniera analoga a quanto avvenuto con la crisi greca, le banche più esposte al rischio di mercato sono quelle tedesche e francesi. Dite che la #Merkel voglia concludere la sua carriera mettendo la croce sull’Unione Europea e mettendo in ginocchio Deutsche Bank? Io penso di no.

La crisi dei debiti sovrani metteva in pericolo la stabilità finanziaria di alcuni Paesi dell’Eurozona, la #CoronaCrisi mette in pericolo l’idea stessa di Europa. Da questa crisi o si esce con più Europa o se ne esce senza. Fuori i mercanti dal tempio, avrebbe detto qualcuno un paio di millenni fa.

Infine, “i mezzi a disposizione del MES sono insufficienti e devono essere integrati dall’intervento della Banca centrale europea, che può intervenire solo in presenza di condizioni rigorose”. Immagino già, a fronte di un’impasse politico sugli #Eurobonds, i festeggiamenti nelle sedi degli hedge funds. Proprio come fecero nel 1992 quando, con uno short sul pound e sulla lira, Soros e compari – riscopertosi in età avanzata filantropo, come avrebbe detto mia nonna ‘u culu ara vecchiaia divente viscuvu’ (anche il #LatoB, invecchiando, diventa più saggio) – guadagnarono un miliardo di dollari in un giorno, scommetterebbero contro la tenuta dell’Eurozona. Hanno fallito in occasione della crisi greca (soprattutto per il testardo #WhateverItTakes di Draghi), non è detto che lo facciano ancora.

PARTE 4 (Anno del Signore 2020, Giorno 8, Mese 4)

Se invece di #AStatoIlPipistrello o #ANNOStatoGliAmericani o #ANNOStatoIcinesi, si trattasse semplicemente di un evento intimamente connesso ai cambiamenti climatici?
Da ogni crisi nasce un’opportunità: la nostra è quella di riscoprire il senso di #comunità, da communitas (cum – munus). Il munus che la communitas condivide non è una proprietà o una appartenenza. Non è un avere, ma, al contrario, un debito, un pegno, un dono-da-dare.

PARTE 4 (Anno del Signore 2020, Giorno 12, Mese 4)

Non deve essere stato facile per nessuno oggi, soprattutto per noi terrori tutti abbracci e bordello.

I pranzi e gli aperitivi di #Pasqua su Skype.

Mio padre e mi zia che, dopo quasi settant’anni di pranzi pasquali insieme, si fanno gli auguri dai rispettivi balconi.

Il non farsi la solita noiosa domanda: mare o Sila per #Pasquetta?

Il virus, e la finanza prima di lui, che assopisce l’amore.

Nel vagare pomeridiano un po’ sbronzo, lo ammetto – tra percussioni suonate con molto poco successo e interminabili videochiamate con l’assoluta certezza che, come al solito e come direbbe Eman, ‘ faremo il male e lo faremo bene’ – mi è passato sottomano questo post.

Non ascolto quasi mai i #Modena, mi stanno antipatici. E, a dirla tutta, lo sono per davvero. Però quando lo faccio, mi richiamano alla memoria un pomeriggio di Pasqua di ormai dieci anni fa. Io di un colore cadaverico a fumare una paglia difronte a casa di una mia amica (da poco diventata mamma di un bellissimo bimbo di nome Domenico che, visto il nome, non potrà che essere un vero bomber) capace solamente di ripetere: “a su giru n’accappottamu fermi” (questa volta siamo rovinati).

Era la primavera-estate del 2010 e noi avevamo poco più di vent’anni, ben armati di una innata #presunzione che ci ha sempre portato a sognare prima e più grande degli altri. Avevamo firmato un contratto con l’agente dei Modena di diverse migliaia di #euri e, di base, “un c’ere farina pe na sarda” (non avevamo una lira).

Però, come sempre, la fortuna aiuta gli audaci. Andò tutto per il meglio e, ancora oggi, a dieci anni di distanza la gente ricorda la Sesta (Festa della birra) come uno dei migliori eventi mai realizzati sulla #costajonica.

#AndraTuttoBene anche stavolta e ci riprenderemo tutto.

PARTE 5 (Anno del Signore 2020, Giorno 1, Mese 5)

#PilloleDiDome
Ho riascoltato con attenzione – col dubbio che, magari, mi fosse sfuggita qualcosa – l’intervento di #Renzi al Senato. Sotto il mio commento.

PARTE 6 (Anno del Signore 2020, Giorno 7, Mese 5)

https://www.idiavoli.com/it/article/bivio-restaurazione-rivoluzione

Ci sarà bisogno di tanti soldi per uscire da questa crisi e ci sarà bisogno di uno Stato (quella brutta parolaccia) che faccia lo Stato, e faccia lo stato sociale.

Fortunatamente viviamo in quella parte del globo che in cui i soldi non sono un problema .Il problema è, caso mai, la ridistribuzione della ricchezza.

Quindi siamo salvi? Si, “siamo salvi finché restiamo illusi”.

Di cosa ci illudiamo?

Ci illudiamo che tutto tornerà come prima. Non è così ed è un bene. Siamo nell’era dell’Acquario: bellezza, splendore e armonia dovranno guidare i nostri passi. Nostri non come italiani, europei o calabresi. Nostri come parte di un tutto chiamato genere umano.

Ci illudiamo che tutte le ‘balle’ sulla green economy o lo sviluppo sostenibile possano davvero funzionare. Non è così. Il maquillage ecologista fa sì che “nessun vecchio interesse venga toccato”. Se è sviluppo – in termini di PIL – non è sostenibile. E poi che sviluppo è quello che vieni misurato in termini di quantità di beni prodotti? Siamo uomini, non frigoriferi.

Ci illudiamo che… “ho sorriso all’idea del salario garantito”. “In un sistema che procede a tappe forzate verso la completa automazione, oggi è indispensabile la redistribuzione di un reddito universale e garantito”. O no?

PARTE 7 (Anno del Signore 2020, Giorno 13, Mese 5)

PARTE 8 (Anno del Signore 2020, Giorno 26 , Mese 5)


Quindi #ItaliaViva si astiene sul voto in giunta su #OpenArms, salvando di fatto il #Capitano; mentre una #renziana guiderà la commissione sul #Covid in #Lombardia.
Mi è venuto in mente un pezzo di #eman di qualche anno fa che faceva più o meno così:
“Puoi mentire a Lui se ci tieni,
Sorridi e digli che siamo cugini
Poi ti seguo in bagno e dici ‘vieni’
E contiamo insieme i tuoi sospiri”

Author: DOMENICO GIANNINO

Spirito europeo nato in Calabria su quel pezzo di mare tra Isola Capo Rizzuto e punta Stilo. Sono dottore di ricerca in diritto pubblico comparato presso l’Università della Calabria. Vivo a Londra dove – oltre and insegnare diritto in diverse università – sono ricercatore presso l’Institute of Latin-American Studies. Da diversi anni collaboro attivamente con vari blog in Italia e nel Regno Unito, scrivendo di politica, diritti umani, beni comuni e tutela dell’ambiente.

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