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Ricordati di Ricordare. Il 21 marzo: Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Anche Soveria Simeri ha voluto ricordare, nella giornata del 21 marzo ad esse dedicate, le vittime innocenti di mafia e di ogni consorteria criminale.
Nell'incontro, naturalmente online visto il duro periodo di restrizioni che comunque non ha fermato le attività dell'associazione Prima o Poi, è stato possibile, per i giovanissimi membri, ascoltare le testimonianze di ospiti d'eccezione, tutti con storie diverse ma accomunati da un comune agire: quel "Break the silence", il rompere il silenzio, unica arma per porre fine al cancro della nostra terra e che tanto male sta facendo, comunque, in ogni parte del Paese.
Sono intervenuti: Luigi Bonaventura, collaboratore di giustizia, con il figlio Nemo, entrambi impegnati a demolire i maledetti luoghi comuni che accostano il significato di mafia e 'ndrangheta a concetti quale rispetto e forza, che non rappresentano la normalità in una terra che ha bisogno di giovani studenti e deve impegnare a liberare le energie di ragazzi-soldato intrappolati dalle cosche; Luca Arena, testimone di giustizia, giovane imprenditore capace di denunciare e spezzare le catene, e che non ha mancato di chiedere allo Stato di impegnarsi con più forza per sconfiggere le mafie e sostenere chi quotidianamente le lotta; Gianluca Manca, fratello di Attilio, un giovane urologo siciliano che ha perso la vita in modo alquanto sospetto.
La storia di Attilio, terminata con una morte ritenuta anche dalle procure suicidio, si intreccia con quella di un Bernando Provenzano latitante bisognoso di cure. Trovato morto nella sua casa a Viterbo per overdose, due segni di iniezione di stupefacente sul braccio sinistro, molto strano per un mancino puro, un medico che opera con la sinistra, non credete? In casa nessuna impronta, in bagno solo l'impronta di Ugo Manca, cugino in odore di mafia barcellonese. Impronta evidentemente recente, perchè altrimenti non ne sarebbe rimasta traccia. Eppure, lo stesso Ugo Manca parla di un ultimo incontro con Attilio due mesi prima dell'accaduto. Attilio non era solo in quell’appartamento,  di sicuro Attilio era un tossico atipico non avendo altri segni, di sicuro una telefonata nella quale confida di essersi reso conto di aver operato a Marsiglia non uno qualunque,ma Bernardo Provenzano, quindi di essere a conoscenza del nuovo volto del boss e del nome usato in ospedale inducono a pensare che forse questa morte non sia ascrivibile al mondo della droga ma a qualcosa di molto più grande.
La famiglia aspetta la riapertura delle indagini perché qualunque sia la verità, Attilio merita verità e giustizia.

Degno di nota, inoltre, l’intervento di Gianluca Gentile, assessore nel comune di Miglierina e amministratore iscritto alla rete di Avviso Pubblico, protagonista nel suo paese di momenti molto forti in ricordo delle vittime di mafia, basti pensare all’incontro con Salvatore Borsellino, per citarne uno soltanto.

Inoltre, graditissimo dai ragazzi l'intervento di Raimonda Bruno, attivista di Libera, insegnante e coordinatrice dell'associazione Amica Sofia. A portare i saluti dell'associazione,  il Presidente Antonio Pisani, con la giovane Rossana Talarico a moderare l'incontro.
A far gli onori di casa, anche in rappresentanza dell'amministrazione comunale di Soveria Simeri, i consiglieri Nadia Lorusso, delegata alla scuola ed alla famiglia oltre che membro adulto e sempre partecipe alle attività della Prima o Poi, e Pino Ionà, che nel suo intervento ha voluto ammonire alla necessità di non smettere di incoraggiare e aiutare ogni presidio di legalità.
Presenti all'evento anche Paolo Milazzo, Presidente della sezione comunale di Avis e Salvatore Remorgida, blogger di InCalabria.net.
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