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Al Sud il trasporto non è un diritto. Messaggi di cordoglio, tanti. Ma non cambia mai nulla

L’immancabile messaggio di cordoglio “d’ufficio” di qualche rappresentante delle istituzioni è un messaggio insopportabile, una paraculata assurda da parte degli stessi che hanno deciso di lasciarci morire d’incuria, morire di mancato progresso.

Vivo nella terra della strada della morte, la SS 106. La Calabria intera piange giovani e meno giovani vite stroncate, un giorno si e l’altro pure. Per assistere, poi, ai soliti messaggi di cordoglio.

Ora Andria, dove un popolo subisce la stessa sorte di tutt’un Meridione, dove non investite una decima parte di quello che buttate nella Tav, nel Mose. Ci lasciate morire in strade statali che tagliano interi e più centri abitati, su tratte ferroviarie ad un solo binario.

Nel mentre, votate l’ennesimo decreto Ilva, scegliendo per l’undicesima volta di avvelenare l’intera popolazione tarantina. E poi, l’ennesimo messaggio di cordoglio quando apprendete di un altro caduto di tumore.

Solo alcune cifre.
Su 4859 milioni di euro previsti dallo Sblocca Italia e dalla Legge di stabilità 2015, solo 60 sono destinati alla rete ferroviaria del sud, contro i 4799 per il nord. Al Mezzogiorno è destinato il 19 per cento dei nuovi finanziamenti complessivi e l’1,2 per cento se si considerano soltanto quelli ferroviari. Contro il 98,8% di quelli destinati al nord del Paese.

I soldi, si dice, che non ci siano.

I messaggi di cordoglio, invece, non mancano mai. Ma solo quelli.
Qui, poi, non cambia nulla.

L’invasore è insensibile alle lacrime.

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