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Lo Studente, la Ministra, il Rettore e… la Riforma di Ottobre

Qualche mese fa all’Università di Catania è accaduto un fatto, subito enfatizzato da quotidiani e social media, che mi ha fatto pensare immediatamente: c’è speranza. In Italia, al netto dei ‘bimbi minchia’ e ‘veline’, esiste una generazione di giovani preparati ed incazzati, capace di difendere a muso duro quello in cui crede. Non sto parlando certo dei ‘pseudo rivoluzionari’ figli di papà che a trent’anni girano ancora per le aule universitarie alla ricerca di spazi di cui riappropriarsi, ma del giovane studente siciliano, Alessio Grancagnolo, che a soli 22 anni ha compiuto il suo piccolo gesto di coraggio, spiattellando in faccia alla ministra Boschi molte delle criticità della ‘deforma’ costituzionale.

Dopo essermi immaginato l’imbarazzo del mio vecchio professore di diritto costituzionale nel dovere citare – nel caso il referendum di ottobre dovesse essere favorevole alle riforma – Denis Verdini tra i padri costituenti, ho riflettuto sul fatto che la estrema personalizzazione della consultazione referendaria di ottobre, operata soprattutto dalla maggioranza governativa, stia trasformando quella che dovrebbe essere una discussione seria sulla nostra carta fondamentale in un grande show, anzi una soap opera.

Ho iniziato, allora, a delinearne i personaggi principali. Primo fra tutti avremmo uno studente non solo ‘terrone’, ma anche arrogante e presuntuoso, che ha peccato di ‘lesa ministrità’ per avere contestato una ministra ‘straordinariamente competente’. Quest’ultima è stata giustamente difesa da un rettore – fervente seguace della dottrina italica “strisciando non si inciampa” – che ha inoltre inventato una nuovo format di dibattito politico/giuridico, quello senza contraddittorio.

Quindi: LO STUDENTE, LA MINISTRA, IL RETTORE.
Come comprimari avremmo, un gruppo di costituzionalisti arrugginiti che, ‘senza evidenti ragioni giuridiche’, contestano ‘una riforma ben fatta’, solo perché sono invidiosi della ministra e del suo capo e, da quando è andato in pensione Berlusconi, non sanno come passare le giornate nei privè delle loro biblioteche.

Quindi: I COSTITUZIONALISTI GUFI ed IL CAPO DELLA MINISTRA e, naturalmente, la celebre MARMOTTA della pubblicità della cioccolata.

Ho sempre pensato che la costituzione non sia un feticcio anzi se non si da applicazione alle sue disposizioni, come spesso avvenuto nel nostro paese, non è altro che un pezzo di carta. Il metodo ed il merito sono sempre importanti, ma diventano essenziali in materia costituzionale e questa riforma ha la straordinaria capacità di mostrare evidenti criticità su entrambi i piani. Nonostante ciò non disperate gente, ci salverà la marmotta…

Articolo originariamente apparso su TAGMAGAZINE

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Author: Domenico Giannino

Spirito europeo nato in Calabria su quel pezzo di mare tra Isola Capo Rizzuto e punta Stilo. Sono dottore di ricerca in diritto pubblico comparato presso l’Università della Calabria. Vivo a Londra dove – oltre and insegnare diritto in diverse università – sono ricercatore presso l’Institute of Latin-American Studies. Da diversi anni collaboro attivamente con vari blog in Italia e nel Regno Unito, scrivendo di politica, diritti umani, beni comuni e tutela dell’ambiente.

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